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Alimentazione, snacks e integratori Problemi nell'alimentazione del cane

Displasia dell’anca e Alimentazione del Cane

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La displasia dell’anca (coxo-femorale) è una malformazione dell’articolazione dell’anca che può essere individuata nel corso della crescita del cucciolo e la cui incidenza è maggiore nelle razze grosse e pesanti e con crescita veloce.

I principali fattori che possono scatenare questa patologia (NON presente alla nascita del cucciolo) sono lo stile di vita e la crescita NON NATURALE, troppo veloce, spesso causata dai cibi industriali che velocizzano la crescita a scapito di una debolezza delle cartilagini e della muscolatura, poiché contengono sempre o quasi sempre scarti della lavorazione industriale vietati per il mercato umano (servizio di Report del 6.12.2015)

Questa patologia – come spiega anche il Dott. Alessandro PROTA – NON è congenita, cioè presente alla nascita, ma è caratterizzata da un certo numero di fattori, tra i quali il principale è sicuramente l’ALIMENTAZIONE.

Dire che un cucciolo sarà “displasico” NON ha il minimo significato, anche con delle radiografie in mano, perché un cane, che non presenta alcun sintomo displasico, potrebbe essere portatore sano e trasmettere il gene (anzi, l’isola poligenica) alla sua progenie.

Nessun allevatore è in grado di fornire garanzie su un cucciolo di 2/3 mesi, ma un bravo allevatore vi dirà COME alimentarlo correttamente e COME gestire la sua crescita onde ridurre le probabilità che in età adulta il cane possa manifestare sintomi displasici.

Anche per questo motivo la O.F.A. (Orthopedic Foundation For Animals), una delle prime commissioni di lettura creata nel 1966 negli USA (dove certe “truffe” non sono così facilmente realizzabili e dove, comunque, la reazione, da parte degli allevatori, sarebbe ben diversa; laddove, qui in Europa, è essenzialmente di supina acquiescenza alle conseguenze di questa che, essenzialmente, una “ideologia” di certa corrente di pensiero veterinario) NON accetta di leggere lastre PRIMA dei DUE anni dello sviluppo di qualsiasi cane!

Per non menzionare il metodo diagnostico “PennHIP” (creato oltre 40 anni fa presso l’Università della Pennsylvania ma di cui il 99,99% dei veterinari in Italia – eccetto il Dott. Riccardo MONTICONE e pochi altri – non ha nemmeno mai sentito parlare!).

Alimentazione: fattore determinante per un cane in salute!

Per ridurre al massimo la predisposizione a manifestare eventualmente sintomi displasici quando il cane sarà anziano, è necessario ALIMENTARE, sin da subito, il proprio cucciolo nel modo più NATURALE possibile al fine di avere un naturale e corretto accrescimento dell’animale.

Chi volesse approfondire l’argomento, può trovare una ricca ed esaustiva riflessione di un’allevatrice cinofila con oltre 40 anni di esperienza e, per coloro che non sono ancora totalmente obnubilati dalla corrente ideologia (dietro alla quale c’è, essenzialmente, solo un ricco business), potrà arrivare facilmente alle giuste conclusioni (www.golden-forum.it/index.php?topic=5511.0).

Spesso una “gestione” del cucciolo sbagliata sin dai primi mesi di vita, con ciò intendendo una inadeguata alimentazione ed un eccessivo esercizio fisico, sono le PRINCIPALI cause di manifestazione di sintomi displasici in età adulta.

Ovviamente trattasi di una verità molto scomoda da affermare, dato che – se affermata e dimostrata (come un giorno, col test del DNA, sarà finalmente possibile fare) – non giustificherebbe tantissimi interventi, tanto costosi quanto inutili, proposti da molti veterinari all’ignaro ed ansioso neo-proprietario di cucciolo “di cane di razza” (a quelli che portano a casa un cucciolo meticcio, non li propongono, essenzialmente per due motivi:

1) non venendo ritenuti sufficientemente  “capienti” e/o propensi economicamente;

2) non essendoci, dietro a un cucciolo di meticcio, un “allevatore” su cui scaricare le responsabilità e magari – per gli sprovveduti che lo credono così automatico – anche tutti i costi sostenuti dal neo-proprietario per la serqua di inutili accertamenti ed interventi loro proposti e dai medesimi accettati).

Come già accennato e come anche spiegato dall’allevatrice francese di cui sopra, M.me Martine Nathorst, nelle sue riflessioni alla luce di 40 anni di esperienza di allevamento cinofilo, da oltre 20 anni (precisamente, in Francia, dal 1989, a seguito della “Legge Nallet”) è stata creata e diffusa ad arte la FALSA idea che il fattore principale causante la predisposizione a manifestare sintomi displasici in età adulta/anziana, sia quello legato al fattore ereditario-genetico. Così facendo, attribuendo e scaricando le principali responsabilità sull’allevatore che, a detta di chi questa ideologia ha interesse a diffondere (i.e. la lobby veterinaria) non avrebbe “selezionato” bene.

Facciamo, pertanto, nostre alcune, miratissime ed attualissime, considerazioni (del 2011, con tutti i limiti della traduzione) di M.me Nathorst (allevatrice di Labrador – Allevamento “Valhalla”) : “…ma come è facile giocare sul disorientamento di un padrone che si preoccupa al minimo zoppicamento per poi convincerlo a fare operare il cane d’urgenza, guardandosi bene dal dire che se si lasciasse fare alla natura, essa stessa provvederebbe nella maggior parte dei casi, a far vivere il cane in modo normale, tutt’al più con il solo aiuto di qualche antidolorifico. In quanto all’artrosi della vecchiaia, NON dipende necessariamente dalla displasia. E’ anche molto facile proporre “lastre preventive” a quattro/sei mesi, anche se il cane non zoppica affatto. Rari sono i veterinari che si rifiutano di fare radiografie prima dell’anno di età. Eppure tutti sanno che le radiografie sono pericolose per le loro radiazioni. Senza contare che manipolare le anche senza criterio, può essere solo pericoloso e non ha senso. Salvo casi eccezionali, radiografare le anche di un cane che non ha ancora compiuto un anno di età, non è altro, ai miei occhi, che un grave segno di INCOMPETENZA del veterinario, oltre che voglia di far tanti soldi facili. Certamente, radiografare un cane di meno di un anno è anche il miglior mezzo per proporre un intervento chirurgico che, a quanto ho visto, è un intervento estremamente doloroso per il cane e non è garantito che sia risolutivo, senza contare che sarebbe un intervento NON motivato da una displasia grave. In quaranta anni di vita insieme ai Labrador, se ho avuto a che fare con la displasia, non mi sono MAI sognata di fare operare neanche un solo mio cane e me ne rallegro. Come non essere atterriti nel vedere certe frenesie di radiografare giovani cani, a incoraggiare i loro interventi. Certi veterinari prescrivono la radiografia di controllo a sei mesi, così come prescrivono i vaccini a tre mesi. Di prassi! E’ verissimo che l’industria di chirurgia ha solo una ventina di anni : prima se ne fregavano oppure il cane veniva eliminato o semplicemente il cane si teneva la sua displasia, per scoprire a volte durante l’autopsia che non era neanche un cane displasico, ma presentava semplicemente una lassità assolutamente normale per l’età che aveva. Erano vent’anni che facevo la radiografia preventiva ai futuri genitori, fino a quando la scuola veterinaria di Berna (che interpreta ed effettua le lastre) si è resa conto che bisogna smettere di lastrare cani giovani, anche se l’allevatore o il proprietario sono ansiosi di sapere. Ho imparato a mie spese che c’è urgenza di limitare tutto questo grande business : NON si fanno lastre senza una ragione imperativa! Ho imparato anche che un cane può essere perfetto a sei mesi in funzione delle condizioni nelle quali è avvenuta la sua crescita, che è il periodo più sensibile perché il cane è pesante ma con le articolazioni fragili, e poi ritrovarsi gravemente displasico a un anno”

Parlando, poi, di chirurgia veterinaria, uno degli “schifi” attualmente molto di moda (anche perchè molto costoso, ergo lucroso per chi lo propone ed esegue) è l’intervento correttivo di sinfiodesi pubica giovanile, con cui si interviene chirurgicamente (quindi, ovviamente, in anestesia totale!) anche su cuccioli di pochi mesi, allorché non ci si dovrebbe nemmeno sognare di tentare “prognosi” fin verso i 15-18 mesi (anche perché di “prognosi” trattasi; e NON di “diagnosi”: sarebbe come tentare di “diagnosticare”, su un bambino di 11 anni, la propensione a manifestare sintomi di coxo-artrosi allorché ne avrà 70, allo scopo di intervenire chirurgicamente subito; fortunatamente, con gli umani, questi abomini pseudo-diagnostici – e soprattutto chirurgici – non sono nemmeno concepibili; anzi, fortunatamente sarebbero perseguibili a termini di legge!).

Queste vere e proprie TRUFFE (con cui, come sostiene M.me Nathorst, “GLI UNICI A GUADAGNARE SONO I VETERINARI, I SOLI A PERDERCI SONO I CANI!“) si avvalgono poi anche di tutto il marketing mediatico che c’è dietro ai (e sulla pelle dei) nostri cani, con pubblicità di cibi industriali presentati come la migliore alimentazione possibile del cane e che, invece, sono la PRIMA VERA CAUSA di tantissimi problemi di salute.

Quasi tutti i cibi industriali sono realizzati con ingredienti di scarsissima qualità: pochissima carne, per giunta di dubbia provenienza; e, quel poco (max 4%, che è la percentuale più frequente in quanto minimo fissato per legge europea), praticamente senza valori NUTRIZIONALI causa il trattamento derivante dalla cottura ad altissime temperature, all’essere spesso pieni di farine, di cereali, di mais e di fonti proteiche di pessima qualità, oltre a una grande quantità di conservanti, aromatizzanti e additivi per dare appetibilità a questi composti (e magari far credere al nostro micio che sta mangiando un topo quando, in realtà, ha solo una pannocchia di mais sotto ai denti.

Per quanto in molti (veterinari e, ultimamente, anche gli stessi allevatori, che stanno diventando il primo anello della catena distributiva di certe marche di crocchette) non vogliano ammetterlo, i cibi industriali (secchi o umidi) sono la principale causa di intolleranze, disfunzioni dell’apparato immunitario, obesità e alterazioni nella crescita articolare perché sostanzialmente poverissime di principi NUTRITIVI necessari al cane che, essenzialmente, resta un animale CARNIVORO e, come tale, dovrebbe mangiare (carne, pesce, alcuni tipo di osso e cartilagini, frattaglie, uovo, verdura, frutta).

Tra i pochissimi veterinari in Italia che trattano l’argomento DISPLASIA in funzione della tipo e della qualità della ALIMENTAZIONE, c’è  il Dott. Alessandro PROTA, uno dei maggiori VETERINARI SPECIALISTI IN ALIMENTAZIONE NATURALE e non solo (e, ovviamente, anche e soprattutto per questo molto avversato ed osteggiato dalla maggior parte dei suoi colleghi, avendo avuto il coraggio di proporsi come voce fuori dal coro, anche con il suo ultimo libro “Il coraggio di scegliere“, ora in ristampa, essendo la 1.ma edizione andata a ruba).

Sul canale YouTube del Dott. PROTA potrete trovare tantissimi consigli e capire quali sono i fattori che influenzano il corretto accrescimento del cucciolo.

fonte: www.lupidiromagna.it


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